Solidarieta’ contro l’ intolleranza
http://www.gruppoabele.org/ventimiglia-30-aprile-per-la-solidarieta-contro-lintolleranza/
Prima tappa: VENTIMIGLIA domenica 30 aprile 2017, ore 12.00 - Stazione ferroviaria
Dar da mangiare a chi ha fame è, da sempre, il gesto
fondamentale della solidarietà.
È ciò che fonda una comunità di persone uguali. Punire la solidarietà o impedirne
l’esercizio, qualunque ne sia la ragione, mette in pericolo i principi e i
valori minimi di umanità e di civiltà.
Per questo ci preoccupa e ci indigna l’avvenuta incriminazione a Ventimiglia,
nel marzo scorso, di alcuni volontari francesi, denunciati per il reato di cui
all’articolo 650 del codice penale (“inosservanza dei provvedimenti
dell’autorità”) per avere distribuito cibo a migranti contravvenendo al divieto
previsto nell’ordinanza 11 agosto 2016 del sindaco della città.
E tanto più ci preoccupa e indigna il contesto in cui questa vicenda si
colloca: un contesto in cui si moltiplicano ordinanze e divieti analoghi, che
trovano la loro “legittimazione”, da ultimo, nel decreto legge n. 14/2017 (il
cosiddetto decreto Minniti) in cui, evocando la tutela di un non meglio
precisato “decoro urbano”, si attribuiscono ai sindaci enormi poteri sulla
libertà delle persone più vulnerabili. E ciò mentre, sul confine,
italo-francese crescono i processi contro chi sostiene e appoggia la libertà
di circolazione dei migranti, processi che vedono in questi giorni imputati
Francesca Peirotti a Nizza e Felix Croft a Imperia
Non è questa la strada indicata nella storia della parte migliore
dell’umanità e nella Costituzione repubblicana il cui articolo 2, oltre a «riconoscere
e garantire i diritti inviolabili dell’uomo», richiede esplicitamente a tutti
«l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale».
Per affermare questi principi è necessaria una campagna per la solidarietà,
contro l’esclusione e l’intolleranza.
Cominciamo a Ventimiglia il 30 aprile. Appuntamento alle 12:00 alla
stazione.
Sarà un’occasione di incontro di italiani e francesi. Un’occasione per opporci
alla criminalizzazione della solidarietà, che colpisce proprio chi cerca di
sopperire alle lacune delle istituzioni.